I bambini allo stato brado.
Ieri mattina una gentile signora, durante la conferenza stampa di presentazione del "Città di Brescia", mi ha raccontato di un suo nipote di otto anni dal grande talento musicale. Inevitabile è partita la (ovvia) domanda: "Dove posso farlo studiare"? Le ho suggerito di trasferirsi immediatamente all'estero e di iscriverlo in una delle migliaia di scuole dove si può cominciare seriamente la pratica strumentale fin da piccolissimi. Certo, la faccenda è alquanto triste. In Italia si è messo mano alla riforma dei licei e si è istituito quello musicale, scatolone dai colori sgargianti, ma completamente vuoto di contenuti. Si sono rivoluzionati i Conservatori e sappiamo tutti molto bene come ne sia uscito un pasticcio. Ma ai talenti precoci non si è pensato affatto. Assurdo. Possibile che nessuno di dovere sappia che cominciare a strimpellare uno strumento a quindici anni non serve a un tubo? In Italia non esistono scuole pubbliche a chiaro indirizzo musicale per gli under 11: scandaloso. Sarebbe ora che lo Stato la smettesse di usare le scuole private quale "ammortizzatore sociale" per la massa informe di musicisti-diplomati-laureati-disoccupati ai quali non offre nessun'altra prospettiva di lavoro. Ammortizzatore sociale usato come contentino, ma dagli effetti devastanti. Uno Stato serio non può delegare la formazione musicale primaria a strutture che sfuggono completamente al suo controllo. Sì, perché se è vero che a volte la qualità dell'insegnamento nelle scuole private è di grande dignità, nella maggioranza dei casi queste strutture sono gestite in modo dilettantistico e propongono un corpo docente assolutamente inadeguato. Qualcuno farà mai qualcosa per sanare 'sta anomalia?
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